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Condotta idrica ko, i civitavecchiesi: "Stiamo come l'Africa"

Ancora disagi in città per il danneggiamento di una condotta idrica di Hcs e dell'Oriolo. Tecnici a lavoro, civitavecchiesi infuriati: "Non è la prima volta che succede"

"Stiamo come l'Africa". Questo l'amaro commento postato sulla pagina Facebook del sindaco Pietro Tidei da un civitavecchiese. Uno dei tanti che in queste ore ha dovuto fare i conti con rubinetti completamente a secco e acqua a singhiozzo. Un disservizio, l'ennesimo, quello con cui si trovano a fare i conti i civitavecchiesi, dovuto a una frana tra la località Radicata e Canale Monterano, che ha danneggiato seriamente la condotta idrica di Hcs. E con lei ad essere stata danneggiata a causa delle piogge e del maltempo è ancora una condotta del bacino dell'Oriolo. Tecnici a lavoro tutta la notte per cercare di aprirsi la strada, prima, per raggiungere il punto esatto dove la condotta ha ceduto, e per ripararla poi. E si spera che forse nel pomeriggio l'emergenza dovrebbe rientrare. Tempo permettendo. Anche se l'assessore ai Lavori Pubblici Mirko Mecozzi ha spiegato che già alle 9 il guasto era stato riparato e il flusso idrico riaperto. "Ora occorre attendere che i serbatoi tornino a riempirsi" e che la "pressione torni alla normalità". Perché senza pressione, si sa, l'acqua nel rubinetto di casa non arriva.  E i civitavecchiesi sono ormai abituati a questo.

"Come accade ormai da anni - tuonano sulla pagina del Sindaco - quando c'è maltempo e non solo, San Liborio resta anche tre giorni senza acqua (se va bene, ndc). Immaginate i disagi".  Ma non solo. Quando l'acqua invece c'è, la pressione è così bassa (0,5 atm) che l'unico modo per portarla all'interno dei rubinetti delle proprie abitazioni, gli abitanti di San Liborio non possono far altro che accumularla dentro dei serbatoi. E la storia, raccontata da chi a San Liborio ci vive da un anno o da 12, non cambia. Anzi, si potrebbe quasi dire, che peggiora. "Tubi che perdono - raccontano ancora i residenti della zona - l'attesa delle autobotti per riempire i serbatoi" e poi la paura che vadano via senza aver servito tutti. Una paura tremenda di restare un giorno intero senza acqua e che costringe i civitavecchiesi ad attendere in casa (a turno in famiglia) l'autobotte e sperare che serva e te e non qualcun altro, perché c'è anche una lista d'attesa da rispettare. Liste con "tempi di attesa lunghi, liste camuffate (chi conosce è raccomandato e scavalca la lista d'attesa)". E il dato resta sempre e solo uno: il disagio.

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