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Centro chimico, riduzione di ore e stipendio per i dipendenti

I lavoratori del centro chimico alzano la voce: "Come si fa a vivere con 213 euro al mese?". Dalla loro anche il consigliere provinciale di Sel Gino De Paolis e il consigliere comunale dello stesso movimento Giulio Agostini

Sonia Bertino20 luglio 2012

Sono passati da 6 a un'ora e mezza lavorativa. E di conseguenza da 700 euro a 213 euro al mese. Sono i lavoratori del Centro chimico di Civitavecchia che si occupano del servizio di pulizia della Caserma militare.

"La ditta che ha vinto la gara d'appalto della Caserma ha ridotto il nostro orario lavorativo a solo un'ora e mezza. Ma allo stesso tempo - spiega un lavoratore - dobbiamo svolgere le stesse mansioni che svolgevamo in più ore". E nonostante qualche straordinario qua e là, i dipendenti sono costretti a una "dieta" molto ferrea. A causa dello stipendio da "fame" loro proposto: 213 euro al mese. "Ma come si fa a vivere con così poco?". E chiedono un aumento delle ore di lavoro così da poter guadagnare almeno 500 euro. "Non ci sembra di chiedere troppo, solo il necessario per poter vivere dignitosamente".

Intanto, interpellato anche il responsabile Filcams Cgil Marco Feuli, ha spiegato che purtroppo la situazione che stanno attraversando i dipendenti del centro chimico non è dovuta né alla ditta che ha preso in appalto i lavori alla Caserma, né sono imputabili alla stessa Caserma. "La Caserma - spiega - spende quanto gli viene dato dal Ministero della Difesa. Evidentemente quest'anno il Ministero ha inviato meno finanziamenti".

A chiedere la convocazione di un tavolo di confronto tra il Sindaco, il Direttore del Ce.TLI NBC e i sindacati di categoria" sono il consigliere provinciale di Sinistra ecologia e libertà Gino De Paolis e il consigliere comunale dello stesso partito Giulio Agostini. Che colgono l'occasione per ricordare come più volte abbiamo proposto al Ministero stesso di tornare all'assunzione diretta dei dipendenti, anche part time, nei ruoli del Ministero, reinternalizzando quindi il servizio e dimostrandone l'assoluta convenienza economica tramite appositi studi.

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Proposta che non ha mai ottenuto una risposta. Da qui la richiesta di aprire un confronto serio con le istituzioni interessate. Obiettivo: "concordare un’azione sinergica che finalmente possa segnare un’inversione netta e contemporaneamente possa fare luce sull’effettiva convenienza di utilizzare ditte di pulizia che allo stato attuale costano molto, rendono poco e soprattutto penalizzano i lavoratori che hanno la sfortuna di esserne dipendenti, e ai quali non è consentito a nessuno privarli anche della dignità".

Gino De Paolis
Civitavecchia
proteste lavoratori

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