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Vendita dell'acqua al Porto, Sinistra ecologia e libertà chiede chiarimenti

La vendita dell'acqua alle navi da crociera, e non solo, è affidata alla Port Utility. Sel chiede chiarimenti sulla vicenda

Sonia Bertino 25 giugno 2012

Arriva l'estate e come ogni anno molti quartieri della città portuale rischiano di restare a secco. A ricordarlo è Sinistra ecologia e libertà da sempre attenta all'annoso problema del servizio idrico cittadino, fatto di falle, perdite destinate a trasformarsi in veri e propri laghi, acqua maleodorante e non potabile (come successo nelle settimane scorse) e una portata idrica destinata a ridursi, fino a lasciare vuoti i rubinetti, in estate.

Ma gli occhi di Sinistra ecologia e libertà viaggiano lontano. Precisamente al Porto. Dove ogni anno, soprattutto in questo periodo numerose navi da crociera attraccano piene di migliaia di turisti. A loro chi vende l'acqua? La Port Utility. E su questa vicenda Sel vuole vederci chiaro.

"Poiché siamo in procinto di approvare un bilancio che sarà molto duro per i cittadini - spiegano - vogliamo evidenziare un aspetto a nostro avviso centrale sulla questione. E' noto che la mancanza di acqua in concomitanza del periodo estivo è causata anche dalla grossa richiesta da parte delle navi da crociera, che determinano una minore disponibilità per la città. Ciò dovrebbe comportare se non altro un guadagno per le casse comunali, invece così non è. A gestire la fornitura - aggiungono da Sinistra ecologia e libertà - alle utenze portuali è infatti una società operante in porto, la Port Utility, la quale acquista  l’acqua dal Comune di Civitavecchia e la rivende agli armatori delle navi. Ci risulta però che mentre la vendita è effettuata a prezzi  elevatissimi, che comportano per la società profitti significativi, il prezzo di acquisto dal Comune  è irrisorio".

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E si chiedono:. "E’ possibile sapere a quanto viene rivenduta l’acqua dalla società di gestione? Perché il Comune non esercita “in house” questa attività? Quando scade il contratto con Port Utility? Viene effettivamente misurata e contabilizzata la quantità di acqua  fornita? Sono tutte domande le cui risposte potrebbero dare delle soluzioni in termini di maggiori entrate per un bilancio comunale asfittico, che rivela i gravi problemi economici del nostro Ente, tali da orientare la nostra amministrazione a dover necessariamente fissare al massimo le tariffe  della nuova Imposta sugli immobili. Perché allora non valutare l’impatto economico che porterebbe la vendita di acqua a Port Utility a prezzi più congrui? Perché non pensare di vendere direttamente l’acqua  agli operatori portuali che la richiedono (navi da crociere, navi per trasporto merci o passeggeri, Enel)  in modo da poter  ridurre significativamente, ad esempio, l’aumento dell’Imu? Considerati i tempi proibitivi - conclude Sinistra ecologia e libertà - probabilmente non sarà possibile in questa sessione intervenire sul problema evidenziato, ma subito dopo questo sarà uno dei punti cardine dell’azione di Sinistra Ecologia Libertà all’interno della amministrazione di cui facciamo parte. Dobbiamo dare segnali significativi di cambio amministrativo nella gestione della cosa pubblica, l’obiettivo è un uso migliore delle risorse pubbliche anche attraverso la modifica delle prassi consolidate".
 

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